CAI 609 – SENTIERO DEI PASTORI

Il sentiero CAI 609 è detto ‘dei Pastori’ perché è utilizzato ancora oggi per le transumanze stagionali di ovini. Fino a non molti decenni fa, in tarda primavera, le greggi provenienti dalla Maremma attraversavano il nostro territorio dall’alta Val Dolo (Civago) all’alta Val d’Enza (Miscoso) e sfruttavano gli ampi e salubri pascoli appenninici estivi. All’inizio dell’inverno seguivano il percorso opposto, verso le aree marginali, a volte paludose e malariche nel periodo caldo, della pianura e della costa Tirrenica.

Pur essendo una attività sempre più marginale e ostacolata da norme incompatibili, trasformazioni ambientali e socio-economiche (ad esempio, l’interruzione dei tratturi e politiche agricole che hanno trasformato in colture intensive aree storicamente interessate dal pascolo), alla transumanza viene assegnato un grande valore ecologico. Contrapposta alla più “razionale” e “ordinata” pastorizia stanziale e agli allevamenti intensivi, questa pratica si sta prendendo delle rivincite in un periodo di ripensamento critico di sistemi di produzione agrozootecnica poco sostenibili, indifferenti all’esigenza di adattamento all’ambiente e di rispetto delle culture umane.

A fine 2019 la transumanza è stata iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Tra le motivazioni: perché i pastori transumanti hanno una conoscenza approfondita dell’ambiente, dell’equilibrio ecologico tra uomo e natura e dei cambiamenti climatici, praticando uno dei metodi di allevamento più sostenibili ed efficienti.

Il sentiero dei Pastori attraversa da est a ovest la parte medio-alta dei versanti dell’Appennino Reggiano, nei comuni di Villa Minozzo e Ventasso, e incrocia molti itinerari CAI diretti al crinale (sentiero CAI 00) e alle cime più importanti dello spartiacque.