Cascata della Carvara

Una gita facile e breve, con percorso ad anello che ci conduce in un luogo suggestivo e appartato ancora poco conosciuto dai turisti.

Si raggiunge in auto la frazione Vallisnera di Sotto (parcheggio nella piccola piazzetta di fronte al BAR 1207), percorrendo una bella strada contornata di castagni che da Collagna conduce al valico e ai bellissimi boschi di Pratizzano.
L’abitato è diviso in due parti: Vallisnera di Sotto (Imavilla, per gli abitanti), nucleo originario, posta di fronte alla rocca su cui si ergeva il castello definitivamente franato nel 1600, e Vallisnera di Sopra (chiamata Summavilla) costruita in periodo più recente. I due abitati sono collegati, oltre che dalla carrozzabile per Pratizzano, da una strada bianca che passa dietro la chiesa.
La puntata n° 30 di un interessante documentario, prodotto da Telereggio: “APP. Cartoline dall’Appennino Reggiano”, reperibile su Youtube, descrive questo interessante angolo di territorio.
(Al minuto 19:15 è possibile vedere la cascata di Carvara).

Vallisnera ha origini antichissime poiché fin dall’epoca matildica (XI secolo) fu una contea dei nobili Vallisneri, i quali, assieme alle altre famiglie di origine longobarda delle cosiddette “Valli dei Cavalieri”, avevano giurisdizione su ampie porzioni dell’alta Val d’Enza e dell’alta Val Secchia, con le valli laterali, fino a territori in Garfagnana, controllandone anche i valichi strategici.
Tra i discendenti più illustri dell’antica famiglia nobiliare è doveroso ricordare il medico, naturalista e insigne scienziato Antonio Vallisneri (1661-1730).
Importantissimo lo “Statuto” del 1207, rintracciato in copia all’inizio del 900’ tra le carte dell’archivio della Madonna della Ghiara di Reggio Emilia.
Si tratta di un documento di straordinario interesse, sia per l’antichità (di oltre cinquant’anni più antico degli statuti della città di Reggio Emilia e addirittura antecedente alla ben più famosa “Magna Carta Libertatum” inglese, accettata nel 1215 dal Re Giovanni Senzaterra), sia per l’intrinseco valore documentale.
Gli 80 capitoli emanati dai Signori di Vallisnera ci restituiscono una visione suggestiva di una comunità di montagna di oltre 800 anni fa e ci consentono di ricostruire i principali lineamenti della vita sociale, economica e giuridica dell’Appennino reggiano durante il medioevo.
Il codice si distingue per essere informato a rudimentali principi di democrazia, equità e giustizia del tutto insoliti per il tempo. Naturalmente nel documento spicca ancora incontrastato il ruolo e la funzione del signore feudale, ma si coglie anche una moderna propensione al raggiungimento di un patto tra il feudatario e i suoi sudditi, temperando i diritti feudali con le esigenze popolari.
Per gli appassionati di storia, e anche per i semplici curiosi, qui trovate lo “Statuto di Vallisnera” nella versione di mons. Francesco Milani, pubblicata nel 1969 sul “Bollettino storico reggiano”.

Il percorso inizia da Vallisnera di Sotto, imboccando poco prima del parcheggio un’ampia mulattiera che scende verso la valletta sottostante (cartello all’inizio). Mantenete sempre la sinistra, lasciando a destra un ponticello di ferro. Dopo pochi minuti di discesa si arriva al Rio Collagna, si guada (assi di legno) e si risale sull’altra sponda seguendo le tracce del sentiero che s’inoltra ripido nella stretta gola dove scende il torrente.
In pochi minuti si giunge alla cascata della Carvara, alta una quindicina di metri, che precipita in una limpida forra incastonata in mezzo alla roccia scavata dall’acqua.
Il ritorno avviene per il medesimo tragitto fino al guado, passato il quale, tenendo la destra, si torna direttamente al parcheggio tramite il proseguimento della mulattiera già utilizzata in discesa.