UN TURISMO “PER” IL TERRITORIO “CON” IL TERRITORIO

OBIETTIVO NATURA: CHI SIAMO e DOVE SIAMO
L’alto Appennino reggiano delimita a sud la provincia di Reggio Emilia. L’intera area, che interessa i comuni di Ventasso e Villa Minozzo, ha un’estensione di 426 km². Confina a sud con la Toscana (Lucca e Massa-Carrara), a ovest con la provincia di Parma e a est con quella di Modena. Questo è il territorio che Obiettivo Natura intende condividere con chi non lo abita e che comunque crede che la natura vada amata, conservata e preservata: in particolare, il territorio comunale fuori dai confini tutelati dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano ed entrato nella Rete delle riserve «Uomo e Biosfera» MaB UNESCO nel 2015. Ma condividere vuol dire, per prima cosa, «far conoscere» e, a seguire, «rendere fruibile»: certi del fatto che ciò che abbiamo ricevuto è un dono, un’eredità, un bene comune, e quindi appartiene a tutti e chiunque ne può beneficiare e godere. Con queste ambiziose motivazioni, nel 2017 un gruppo di amici del piccolissimo borgo di Giarola (Ventasso) si è riunito col nome di «Obiettivo Natura», formalizzando nel 2021 l’unione come Associazione di Volontariato (AdV).
Fin da subito l’Associazione ha ritenuto importante concentrarsi sulla sentieristica di fondovalle e dei versanti appenninici reggiani, ricchi di storia «umana» e di borghi deliziosi, tentando un’integrazione tra questi itinerari «minori» e i più blasonati sentieri ufficiali, insistenti soprattutto sui crinali. A tal fine sono stati riaperti, e resi fruibili ai turisti, tanti percorsi e vecchie carraie che nel tempo la vegetazione aveva riconquistato, creando anche alcuni tratti nuovi. Ove possibile si è provveduto a tabellarne la segnaletica sul terreno.
Nelle pagine di questo sito, che vanno sotto il titolo «Itinerari proposti da ON», troviamo i percorsi mappati direttamente da Obiettivo Natura e alcuni sentieri regionali gestiti dal Club Alpino Italiano, con i quali accedere allo spartiacque dell’Appennino tosco-emiliano, alle cime principali e ai Cammini della Regione Emilia-Romagna che attraversano la provincia reggiana. Nelle pagine di ogni itinerario è possibile visualizzare una breve descrizione, la mappa online (con relativa altimetria) e scaricare il tracciato in formato .gpx per il proprio navigatore GPS.
Per completare il percorso di valorizzazione del territorio e contribuire concretamente al contrasto del declino demografico ed economico, apparentemente inesorabile, dei comuni dell’Alto Appennino Reggiano, negli ultimi anni l’Associazione Obiettivo Natura si è anche fatta promotrice di varie iniziative atte a sensibilizzare e a riunire attorno a un tavolo comune le amministrazioni comunali, gli imprenditori e le associazioni locali.
L’obiettivo è creare una «cabina di regia» coinvolgendo tutti i portatori di interesse, in grado di analizzare le criticità attuali e di progettare interventi correttivi e concreti, soprattutto nel settore turistico, considerato uno dei motori principali del tessuto economico e sociale delle cosiddette «aree interne» marginali. Il Parco Nazionale e il riconoscimento MaB UNESCO del territorio restante rappresentano opportunità reali che non devono essere perse.
Così il Sen. Fausto Giovanelli, storico presidente del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, descrive l’omogeneità ecologico-culturale esistente tra l’area protetta del Parco e il restante territorio dell’Alto Appennino Reggiano, complesso mosaico ‘Uomo e Biosfera’ riconosciuto nel 2015 dall’UNESCO:
“Luogo di riequilibrio tra uomo, natura e paesaggio; di rinnovato orgoglio territoriale, di moderne vocazioni economiche e di antico e prezioso senso della comunità. Un’area naturale protetta, ma anche un progetto territoriale e umano… I visitatori più attenti, dalla vetta del monte Giogo come dal passo di Pradarena, o dai cento balconi panoramici su strade e sentieri, possono rendersi conto che i confini del Parco, quelli che si percepiscono con gli occhi e quelli che si respirano soffermandosi, sono più vasti e più ricchi di suggestioni di quelli che si leggono nella cartografia.”


