VENTASSO: UN TURISMO “PER” IL TERRITORIO “CON” IL TERRITORIO

OBIETTIVO NATURA: CHI SIAMO.
L’alto Appennino reggiano è una parte dell’Appennino tosco-emiliano posta nella provincia di Reggio Emilia. L’intera area, che interessa i comuni di Ventasso e Villa Minozzo, ha una estensione di 426 km². Confina a sud con la Toscana (Lucca e Massa Carrara), a ovest con la provincia di Parma e a est con quella di Modena. Questo è il territorio che Obiettivo Natura intende condividere con chi non lo abita e che comunque crede che la natura vada amata, conservata e preservata: in particolare, il territorio non tutelato dal Parco Nazionale tosco-emiliano, meritevole di identiche attenzioni.
Condividere vuol dire, per prima cosa, ‘far conoscere’ e, a seguire, ‘rendere fruibile’, certi del fatto che ciò che abbiamo ricevuto è un dono, un’eredità, un bene comune, e quindi è di tutti e chiunque ne può beneficiare e godere.
Tre anni fa, con queste ambiziose motivazioni, è nato il nostro gruppo di volontariato che ad oggi conta una cinquantina di affiliati che, a vario titolo, contribuiscono a dar vita agli obiettivi del sodalizio.
Abbiamo ritenuto importante concentrarci, in primo luogo, sulla sentieristica di fondovalle e dei versanti appenninici reggiani, ricchi di storia ‘umana’ e di borghi deliziosi, che è e rimane, una costante della nostra attività. Abbiamo riaperto, e resi fruibili ai turisti, tanti sentieri e carraie che, nel tempo, la vegetazione aveva riconquistato a sé. Nondimeno, ove necessario, sono stati creati anche alcuni tratti nuovi.
Gli uni e gli altri vengono poi via via opportunamente tabellati.
Nel 2018 i primi sei sentieri (che uniti formano l’anello A e l’anello B) sono stati dati alle stampe. È stato realizzato, e distribuito, un dépliant riprodotto in 15.000 copie. Sono state installate 7 bacheche, con pannelli serigrafati, che il comune di Ventasso ha fatto installare in punti strategici del territorio.
Nel 2019 è stato inaugurato il progetto ‘Grotte del Crinale’, in collaborazione con il Gruppo Speleologico e Paletnologico Gaetano Chierici di Reggio Emilia, con l’intento di riscoprire e far conoscere al grande pubblico l’ambiente ecologico e carsico del Sito di Interesse Comunitario IT4030009, denominato ‘Gessi Triassici’, e permettere la visita guidata ad alcune delle grotte più interessanti. Attualmente un nuovo percorso, denominato ‘Triassic Tour – Sentiero delle Grotte’, consente l’accesso diretto all’affascinante ambiente delle evaporiti gessose, tra il fiume Secchia e il torrente Ozola.
L’agenda 2020 vede la creazione di nuovi itinerari sentieristici (che porta il totale a oltre 50 km), tra i quali la traccia ideale dell’antica via romana e medioevale per la Toscana che, dalla pianura, passava per la Pietra di Bismantova e arrivava a Lucca, nonché la creazione del sito internet di Obiettivo Natura. Nelle attuali 12 pagine (in ampliamento) che vanno sotto il titolo ‘SENTIERI’ della home page, troviamo i percorsi mappati e i relativi tracciati .gpx scaricabili, compresi alcuni sentieri importanti regionali, gestiti dal Club Alpino Italiano, coi quali è possibile collegarsi per accedere allo spartiacque e alle cime principali dell’Appennino tosco-emiliano.
Sono previsti, per l’anno in corso, alcuni momenti conviviali autogestiti che consentono la raccolta fondi per il finanziamento delle nostre attività. La pandemia ha purtroppo frenato, per il momento, questo tipo di attività: speriamo, entro la fine dell’anno, di poter concretizzare almeno un paio di eventi.
Così il Sen. Fausto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, vero gioiello del nostro territorio, descrive, nel suo editoriale “Un parco tra Europa e Mediterraneo”, l’omogeneità ecologico-culturale esistente tra l’area protetta del Parco e il restante territorio dell’Alto Appennino Reggiano, complesso mosaico ‘Uomo e Biosfera’ riconosciuto nel 2015 dall’UNESCO:
“Luogo di riequilibrio tra uomo, natura e paesaggio; di rinnovato orgoglio territoriale, di moderne vocazioni economiche e di antico e prezioso senso della comunità. Un’area naturale protetta, ma anche un progetto territoriale e umano… I visitatori più attenti, dalla vetta del monte Giogo come dal passo di Pradarena, o dai cento balconi panoramici su strade e sentieri, possono rendersi conto che i confini del Parco, quelli che si percepiscono con gli occhi e quelli che si respirano soffermandosi, sono più vasti e più ricchi di suggestioni di quelli che si leggono nella cartografia.” (http://www.parcoappennino.it/pagina.php?id=225)

