NASSETA TOUR BREVE

L’anello breve lambisce i confini protetti del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano seguendo le pendici del Cavalbianco: permette comunque di circumnavigare l’attuale territorio del livello di Nasseta.
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Dal parcheggio della frazione di Giarola ci si dirige verso il centro del paese, seguendo la stradina asfaltata che costeggia la piazzetta e porta al complesso turistico di “Giarola vacanze”. Dalla seconda casa vacanza (la più in alto) si prosegue per l’evidente carrareccia. A ogni accenno di bivio tenere la destra finché non si arriva al piccolo borgo di Giardino, ormai quasi completamente diroccato. Si prosegue in salita lasciando sulla destra l’unica casa ancora utilizzata e si sale verso la località “Le Prate” , dove si incrocia la strada provinciale Cinquecerri-Vaglie.
Le praterie della località Le Prate (e, a volte, le mucche chianine al pascolo dell’Azienda “Le Comunaglie”) ci accolgono, assieme ad un bellissimo panorama che spazia lungo tutta l’alta Valle del Secchia, dalle sue sorgenti, poste nella conca sotto l’Alpe di Succiso, ai Gessi Triassici, fino alla Pietra di Bismantova e oltre, verso la pianura.
Si continua per un piccolo tratto sulla strada asfaltata Cinquecerri-Vaglie poi, tramite una carrareccia, si perviene al cippo che ricorda il sacrificio di alcuni partigiani nel 1945. Si attraversa la strada provinciale Vaglie-Collagna puntando a un alto traliccio della linea elettrica, e si riprende il sentiero di crinale verso sud-ovest, la cui ampia frequentazione nei secoli è resa evidente dalla profondità della traccia che incide il crinale stesso.
Al colle Albuceto si incontra la strada forestale che arriva da Vaglie che si segue fino a una biforcazione. La pista di destra porta in località “Le Fredde”, dove alcune sorgenti sono captate per alimentare l’acquedotto di Vaglie-Cinquecerri, ma noi teniamo la sinistra che sale fino a incrociare il sentiero CAI 609, detto “dei pastori”. Siamo alla sella “sud” dell’altura che abbiamo informalmente battezzato “Monte Palaredo” (vedi approfondimento storico-culturale) e una piccola deviazione lungo la cresta ci porta sulla sommità (consigliato).
Dalla sella la strada (CAI 609) segue i contrafforti del Monte Cavalbianco verso sud-ovest, passa il Rio del Martinaccio e arriva all’incrocio col CAI 645 in località detta “Il Quartiere”. Qui i due sentieri si uniscono per un tratto verso est. Dopo un centinaio di metri conviene lasciare il percorso forestale (che si perde più avanti in località “La Dispensa”) e scendere verso destra (cartello) sempre seguendo CAI 609-645 che aggira, da sopra, le radure di Cagollo (“in Gul” in dialetto locale).
Quando i due sentieri si dividono, seguire il CAI 609 che scende e si inoltra decisamente nella profonda gola degli Schiocchi del Riarbero mantenendosi sulla destra idrografica fino al “Ponte del Morotto”, dove cambia sponda proseguendo sempre lungo il torrente. Appena il percorso inizia a salire verso Cerreto Alpi allontanandosi dal torrente, dobbiamo lasciare il CAI 609 e seguire la traccia che scende, trascurando dopo poco a destra la deviazione sul “Ponte delle Pietre”, fino a raggiungere il ponte sul fiume Secchia.
Qui è necessario passare sull’altra sponda perché attualmente non esiste un sentiero facilmente percorribile sul lato destro del Secchia.
Si segue la carrareccia oltre il ponte fino a Collagna (cartelli MTB 02 – Alta via delle sorgenti), si passa sotto la circonvallazione sopraelevata della SS 63, si costeggia il depuratore di Collagna e, all’altezza della Maestà ottocentesca “Madonna della Barca” (magnifico colpo d’occhio su tutto il Livello di Nasseta e il percorso già effettuato!), si scende per la strada di destra verso il Secchia. All’altezza di un bel poggio panoramico sul fiume, il percorso devia a sinistra e si perde in mezzo ai boschi. Seguendo esili tracce (utile il tracciato GPX) non dovrebbero esserci problemi a percorrere le poche centinaia di metri necessarie per arrivare al Rio Collagna, guadarlo e immettersi sulla strada non asfaltata che da Acquabona scende verso il ponte sul Secchia. Passato il fiume si sale per la sterrata e, dopo un tornante, si devia a sinistra su una carrareccia che porta al sito dove sorgeva l’antico borgo di Nasseta, unico villaggio all’interno della “Curtis”, completamente distrutto nel XV secolo da faide e lotte feudali tra i “Signori” dei castelli circostanti.
Dal sito di Nasseta si scende lungo il bordo destro del prato sottostante, arrivando sul ciglio della scarpata erosa profondamente dal Fosso Casano [ex rivum de Nasetum]; si discende con attenzione aiutandosi con gli alberi, si guada il Fosso cercando il punto più adatto e si reperisce la traccia di sentiero che attraverso campi e boschi abbandonati da decenni ritorna a Giarola (utile la traccia GPX).
