Percorso del “Gaspallée” (o dell’Amicizia)

Percorso che collega per la via più breve due borghi “dirimpettai”, appartenenti a due comuni diversi: Cinquecerri nel Comune di Ventasso e Primaore nel Comune di Villa Minozzo, divisi dalla profonda valle scavata dal torrente Ozola.

Due nomi per un unico sentiero, e la fotografia di un ponte, per ora solo immaginato, da costruire per rendere veramente agevole e fruibile in qualunque periodo dell’anno la traversata dell’Ozola, godendo nella sua parte centrale della splendida vista verso la confluenza col Secchia e verso la parte alta del torrente.

“Gaspallee” o “Graspallee” è il nome col quale questo vitale percorso di collegamento è sempre stato conosciuto prima della costruzione della carrozzabile tra Primaore e Villa Minozzo; quando per i Primaoresi arrivare a Cinquecerri era il modo più semplice e veloce per poter prendere la corriera, fare acquisti o scendere a valle. La sua etimologia è sconosciuta, ma le varianti suggeriscono una forma di trascrizione orale soggetta a variazioni fonetiche nel tempo. Tra le interpretazioni più accreditate, si può ipotizzare un prestito dal francese “allée”, che indicava un sentiero o una via alberata.

“Amicizia” perchè rappresenta il sentimento di mutuo soccorso e condivisione che nel passato ha unito i montanari dei due borghi e ora unisce le due associazioni che hanno patrocinato la riapertura di questo percorso: la ProLoco di Primaore e Obiettivo Natura di Giarola di Cinquecerri.

Partendo dalla piazza dell’Oratorio di Primaore (segnavia sulla bacheca della Pro Loco “Primaore nel Cuore”), si prende via dell’Oratorio e si prosegue per via Carlo Battaini. Seguire la strada (indicazioni CAI 621) che ad un certo punto diventa sterrata uscendo dal paese. Si incontra una maestà dipinta di azzurro e bianco dedicata a San Antonio e si segue, sulla destra, il sentiero piuttosto dissestato in ripida discesa.
Dopo pochi minuti sulla sinistra si incontra la “Sorgente del Meleto” (funtanina de mlee) e relative maestà. Prima dell’avvento dell’acquedotto la sorgente riforniva di acqua potabile l’abitato. Appena superata la sorgente si incontra un bivio: tenere la destra in forte discesa (la via di sinistra prosegue verso Piolo col sentiero CAI 621).
Si incontrano diversi tornanti e si tralasciano le carraie che entrano nei campi. In alcuni tratti è ancora visibile il selciato coi muretti che delimitavano l’antica strada, purtroppo dissestata dal passaggio di mezzi sempre più pesanti e dalla mancanza di manutenzione.

Dopo circa 40 minuti si apre lo spettacolare panorama sull’Ozola e Cinquecerri.

Verso il fondovalle si arriva ad una zona abbastanza pianeggiante con prati, denominata Sella; nel campo tenere sempre la sinistra costeggiando la siepe (2 segnavia vicini). Proseguendo verso il basso, sempre seguendo i segnavia, si entra nella vegetazione ripariale soggetta alle piene del fiume. In prossimità dell’alveo svoltare a destra per arrivare sulla briglia che alimenta la centralina idroelettrica. Se c’è poca acqua si può attraversare, con cautela, sopra la griglia, altrimenti si deve guadare.

Dal centro del fiume si gode una bella vista sia verso la confluenza col Secchia sia, a monte, sulla valle dell’Ozola e i relativi Schiocchi.

ATTENZIONE: se si sente la sirena di allarme della diga di Ligonchio vuol dire che stanno rilasciando acqua: allontanarsi velocemente dal greto e portarsi un po’ in alto.

Attraversato l’Ozola, tenere la sinistra lungo il fiume per circa 100 m, poi spostarsi a destra ed entrare nella carraia di servizio dell’impianto idroelettrico. Proseguire verso monte per circa 1 Km, arrivando alla briglia della centralina idroelettrica più alta, oltrepassare la sbarra e salire, verso destra, lungo la comoda strada asfaltata che conduce direttamente a Cinquecerri.

NB) Segnavia rosso/verdi presenti lungo tutto il percorso. Indicano tempi di percorrenza, tutti uguali perché si tratta di adesivi provvisori. I Km indicati sono riferiti al tratto Primaore/Ozola.

il ritorno avviene per il medesimo tragitto fino al guado sull’Ozola, passato il quale si attraversano i prati che lambiscono l’Ozola e si riprende la mulattiera già utilizzata in discesa.